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     Aragon: Marquez non perde un colpo
 
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ALCANIZ . Ha vinto, dominando dal primo all'ultimo giro: ma davvero qualcuno poteva pensare ad una conclusione diversa? Marquez trionfa su di una pista che sembra disegnata per esaltarne le caratteristiche, fin dal primo giro rifila distacchi abissali agli avversari: sul traguardo mima la "pesca" dell'8° successo in questa stagione, tra 2 settimane in Thailandia potrebbe celebrare l'8° titolo mondiale. Il Cannibale.

Oggi era la gara numero 200 della sua straordinaria epopea motomondiale: ne ha vinte 78. Eppure a 26 anni, molte pagine della storia sportiva di Marc devono ancora essere scritte. Ma in una giornata da dittatore, il catalano deve rendere onore ad un grande avversario: Andrea Dovizioso è autore di una strepitosa rimonta e chiude 2°. Indomabile. Il podio è completato da un'altra Ducati, quella versione Pramac dell'australiano Miller. Se non ci fosse l'Imperatore di Cervera, le Rosse sarebbero padrone. Valentino invece chiude 8°, a testa bassa.

Il Cannibale si è messo subito a comandare e dopo un giro aveva già un secondo e passa di vantaggio. Mostruoso. Dietro di lui, Miller con Ducati targata Pramac si è fatto subito vedere e ha infilato le Yamaha di Quartararo e Vinales, mentre Rins ha toccato appena ma quanto è bastato per mandare il povero Morbidelli gambe all'aria ("Peccato, avevamo fatto delle modifiche prima del via e sono sicuro che sarebbe stata una bella gara", s'è lamentato il Morbido). Il vantaggio di Marquez è andato irrobustendosi in maniera imbarazzante - quasi 5 secondi dopo 7 giri sulla M1 ufficiale di Maverick, che nel frattempo ha recuperato sull'australiano - : Dovizioso è stato autore di una caparbia e brillante rimonta, risalendo dall'11° posto fino al 5°.
MotoGp, Aragon: Marquez senza rivali, Dovizioso rimonta ed è secondo
Il podio del Gp: da sinistra Dovizioso, Marquez e Miller

"Devo cercare di stare davanti con le altre Yamaha", si era ripromesso Valentino: il pesarese scommetteva in alcuni aggiustamenti al box, ma la pioggia che all'alba ha inzuppato la pista aragonese gli ha scombussolato i piani. Il Doc è stato comunque reattivo in partenza, però prima lo ha frenato un sorprendente Aleix Espargaro con l'Aprilia e poi è scivolato più lontano, facendo spazio anche a Crutchlow.

A un terzo di gara il Dovi ha sfruttato i muscoli desmodronici sul rettilineo e s'è bevuto il francesino della Petronas. Rins, che nel 'contatto' con Frankie Morbido aveva perso un'infinità di posizioni, si è messo a sgranare avversari come un rosario mettendo Rossi nel mirino, mentre Oliveira e Iannone erano protagonisti di una bella battaglia per la decima posizione (e Syahrin con Lorenzo per la ventesima!). A 9 giri dal termine, Dovizioso ha aggiunto Miller alla sua collezione di sorpassi: il forlivese, 3°, pagava un ritardo di 7 secondi da Marquez, che nel frattempo è sembrato un pochino più calmo del solito.

Sul rettilineo che annuncia il traguardo, al termine del 21° giro, il lungo inseguimento del ducatista è stato premiato: Dovi ha sfruttato l'evidente superiorità di potenza rispetto alla Yamaha e si è messo alle spalle Vinales, che poco dopo è stato costretto ad arrendersi anche all'attacco di Miller. Marquez ha trionfato, le due Rosse hanno vinto la sfida con le M1 di Vinales e Quartararo nel campionato degli Altri. Valentino, un'altra delusione: il pesarese finisce 8°, a quasi 24 secondi da Marquez ma soprattutto a 18 e 15 - rispettivamente - dai colleghi della Yamaha. Sorride l'Aprilia, settima con Espargaro (e 11° posto per Iannone). Petrucci esce purtroppo a testa bassa, 12°, anche Bagnaia (16) non ha voglia di sorridere. Ma chi sta peggio di tutti è Lorenzo, penultimo a 46 secondi dal compagno di squadra in Honda: l'ipotesi di un suo addio alle corse sembra sempre più vicina. 



 
 

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