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     Motegi: 2 Honda davanti a Marquez
 
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MOTEGI. Ha alzato l’anulare della mano destra dalla leva del freno. A 41 anni e passa, dopo 24 stagioni di motomondiale. Molto più di un dettaglio. Un nuovo stile di guida. Valentino non ha paura di cambiare, di mettersi in discussione nonostante 9 titoli e 115 gare vinte: così da oggi ha scelto di frenare non più con 3 ma con 2 dita, nella convinzione che questo potrebbe permettergli di risolvere (grazie ad una frenata meno brusca, maggiore controllo ed equilibrio della moto) i problemi di consumo della gomma posteriore.

Sembra funzioni: il Doc ha chiuso la seconda sessione di prove libere col 5° tempo, prestazione che domani – in caso di prevedibile pioggia sulla pista giapponese, anzi: sul Sol Levante è annunciato un altro tifone – gli permetterebbe comunque di accedere alle Q2, le qualifiche dei migliori, e giocarsi un posto importante nella griglia di domenica.

Quartararo vola ma Marquez ha il passo
A Motegi, circuito Honda, nella prima giornata di libere l’hanno fatta da padrone le Yamaha: miglior tempo per il francesino Fabio Quartararo (1’44”764) con la M1 del team Petronas, davanti a quella ufficiale di Maverick Vinales che insegue a 321 millesimi. Dietro la coppia di Iwata, che negli ultimi gp sta monopolizzando il fine-settimana ma non la corsa della domenica, c’è il solito – insaziabile – Cannibale: Marquez ha chiuso col 3° crono (1’45”100), a 3 decimi e mezzo dal migliore. Più lontano come gap è Andrea Dovizioso, 4° con 1’45”414: il forlivese anche quest’anno sembra a suo agio su di un tracciato tutto stop-and-go che esalta le sue caratteristiche di guida e quelle della Ducati. Quindi Valentino, a 52 millesimi dall’altro italiano e giusto davanti all’allievo, prediletto, Franco Morbidelli con la quarta M1 (delle prime 6!) in 1’45”562.

Quattro Yamaha nelle migliori 6
Soddisfattissimo Maio Meregalli, manager Yamaha. “Un bel risultato. Siamo felici soprattutto per Rossi, che ha centrato il giro giusto proprio all’ultimo ma ha fatto vedere di avere uno dei passi migliori, insieme a Maverick, Marquez e Dovi”. Il forlivese, dopo aver tanto sofferto nelle ultime gare, con l’obiettivo di risolvere i problemi – che sono solo suoi, perché le altre moto di Iwata vanno sempre bene – ha cambiato modo di frenare e ha preferito eliminare per il momento quelle novità (il doppio scarico, il forcellone in carbonio) che gli erano piaciute. E’ ripartito da zero, nella speranza di capire prima e meglio dove intervenire per allinearsi ai compagni.
Le virtuali Q2 sono completate da altre 2 Rosse – quella targata Pramac dell’australiano Miller, 7° davanti a Petrucci con la Gp19 ufficiale (1’45”619) -, dalla Suzuki di Mir e dall’Aprilia di Aleix Espargarò, ormai abbonato ad un posto tra i primi 10. Quel bel giro finale di Valentino ha messo fuori Rins (11°), che paga quasi un secondo da Quartararo. Bagnaia con la seconda Ducati Pramac è 14°, naviga ancora lontano Lorenzo (17° a un secondo e 9 decimi con l’altra Honda), Iannone è solo 20° a 2 secondi e 2 decimi. 



 
 

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