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     Imola Tricolore GT: Postiglione-Mul (Lamborghini)
 
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IMOLA. E’ di Vito Postiglione e Jeroen Mul (Lamborghini Huracan) la vittoria in gara2 del secondo appuntamento del Campionato Italiano Gran Turismo disputato all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. L’equipaggio dell’Imperiale Racing, al termine di una gara che ha vissuto momenti di grande agonismo, è salito per la seconda volta quest’anno sul gradino più alto del podio precedendo le due Ferrari 488 di Fuoco-Hudspeth (AF Corse) e Di Amato-Vezzoni (RS Racing). Col la vittoria odierna, Postiglione e Mul si confermano al vertice della classifica assoluta a quota 60, davanti a Fuoco e Hudspeth (42), Comandini e Johansson (36) e Rovera e Agostini (35).

Nella GT Light i leader della classifica Lippi-Sernagiotto (Ferrari 458 Italia-Ram Autoracing/Iron Lynx) hanno bissato il successo di gara-1 davanti a Mattia Michelotto (Lamborghini Huracan-Antonelli Motorsport), mentre nella GT4 il successo è andato a Fascicolo-Guerra (BMW M4-BMW Team Italia), saliti al comando della classifica provvisoria, precedendo Riccitelli-De Castro (Porsche Cayman-Ebimotors).

 

GT3: Una vittoria cercata, dopo il sesto posto in gara-1, quella ottenuta in gara-2 dai portacolori dell’Imperiale Racing, costruita nel primo stint dal forte pilota potentino e conquistata nel finale dal coriaceo pilota olandese. Nella prima parte di gara Postiglione ha controllato un ottimo terzo posto alle spalle di Comandini e Cressoni, mentre Mul, uscito al cambio pilota in seconda piazza, grazie anche alla safety car è andato a riprendere il giovane Simon Mann (Ferrari 488-AF Corse), subentrato al comando a Cressoni. Al restart, dopo l’uscita della vettura della direzione corsa, gli ultimi otto giri sono stati davvero combattuti, con Mul, salito in cattedra, che al 22° passaggio è passato a condurre. Nel finale, poi, il pilota olandese ha dovuto difendersi dagli attacchi di un velocissimo Antonio Fuoco, risalito dalla quinta posizione dopo essere subentrato a Hudspeth, che negli ultimi giri ha dato del filo da torcere al portacolori dell’Imperiale Racing. Sotto alla bandiera a scacchi Mul ha preceduto il pilota dell’AF Corse di appena 12 centesimi, a conferma di una gara bella e tirata, nella migliore tradizione della serie tricolore.

Sul terzo gradino del podio sono saliti Daniele Di Amato ed Alessandro Vezzoni a conclusione di un week end assolutamente positivo. In gara-2, dopo il primo stint di Vezzoni, bravo a mantenersi a ridosso dei primi, Di Amato è salito in cattedra impartendo subito un ritmo impressionante alla sua gara, portandosi ben presto in sesta posizione. La safety car, che ha ricompattato il gruppo, ha permesso al pilota romano di riprendere contatto con i primi: dapprima il sorpasso su Baldan, poi in sequenza su Mann e Johansson che hanno garantito ai piloti dell’RS Racing il primo podio assoluto della stagione.

Dopo la vittoria in gara-1, per i colori BMW è arrivato in gara-2 il quarto posto assoluto. Comandini è stato bravo al via a scavalcare il pole man Cressoni e a portarsi al comando, che ha mantenuto fin al suo rientro ai box per il cambio pilota, mentre Johansson, attardato anche dall’handicap tempo scontato ai box, non è riuscito a difendere le posizioni da podio, chiudendo in quarta posizione davanti ad un regolare Nicola Baldan (Mercedes AMG-Antonelli Motorsport) e Fontana-Drudi (Audi R8 LMS). Per i portacolori di Audi Sport Italia, gara-2 è stata tutta in rimonta. Partito in ultima fila sulla griglia di partenza dopo la penalizzazione ottenuta in prova, Fontana ha subito recuperato posizioni ma la involontaria toccata ad Andrea Palma, poi insabbiatosi, gli è costato un drive through. Nel secondo stint Drudi ha recuperato, chiudendo al sesto posto davanti a Perolini-Gersekowski (Lamborghini Huracan-Imperiale Racing), Mann-Cressoni, Magnoni-Cuneo (Lamborghini Huracan-LP Racing), primi della GT3 AM e Larini-Palma (Mercedes AMG-Antonelli Motorsport). Fuori per incidente al 17° giro, invece, Veglia-Casè (Ferrari 488-Easy Race), dopo un contatto del pilota torinese con Gersekowsky, mentre è stato un week end da dimenticare per Agostini-Rovera (Mercedes AMG-Antonelli Motorsport), ritiratisi per la rottura di una sospensione dopo il ko in gara-1 per una foratura.

 

 

GT LIGHT: Quarta vittoria su altrettante gare, è questo l’impressionante ruolino di marcia di Alberto Lippi e Giorgio Sernagiotto al volante della Ferrari 458 Italia, dominatori di gara-2. La vittoria dei portacolori del RAM Autoracing/Iron Lynx non è stata mai in discussione dopo il primo stint di Sernagiotto, scattato dalla seconda fila dello schieramento, e nel finale di Lippi che ha controllato la gara, concludendo davanti al bravissimo Mattia Michelotto, appena 16enne, al volante della Lamborghini Huracan dell’Antonelli Motorsport e ai compagni di squadra Paolino-Jirik (Lamborghini Huracan).

 

GT 4: Combattuta, come sempre, la classe entry level della serie tricolore, che anche in gara-2 ha offerto emozioni e grande agonismo. La vittoria è andata alla BMW M4 di Fascicolo-Guerra che si sono portati al comando nelle prime battute. Guerra ha subito scavalcato Camathias (Porsche Cayman-Autorlando) mentre Chiesa si è portato in terza posizione. Dopo l’ottimo stint di Riccitelli, scattato dall’ultima fila dello schieramento per la penalizzazione in prova e autore di una bella rimonta, è toccato al suo coequipier De Castro completare la bella prestazione guadagnando la seconda posizione dopo il sorpasso, al 20° giro, di Cerati e Ghezzi. Sotto alla bandiera a scacchi l’equipaggio dell’Ebimotors ha concluso alle spalle dei vincitori Fascicolo-Guerra e davanti ai trionfatori di gara1, Ghezzi-Camathias. Ai piedi del podio si è classificato il secondo equipaggio dell’Autorlando, Cerati-Chiesa, mentre in quinta piazza ha concluso Luca Magnoni (Ginetta G55-Nova race) davanti ai polacchi Piotr e Antoni Chozen (Maserati Gran Turismo-SVC S.M.) e Marchetti-Mantori (Ginetta G 55-Nova Race). Hanno completato la classifica della classe GT4, le due Maserati Gran Turismo della V-Action di Leonardo Becagli, a punti dopo la sfortuna di gara-1 e in crescita nel suo percorso di apprendistato, e di Cerqui-Rodriguez, penalizzati dalla foratura di una gomma e da una forte vibrazione nel finale che ha costretto Cerqui ai box.

 


 
 

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